In una società come quella odierna, sempre più concentrata sulla ricerca del bello e sulla forma fisica ad ogni costo, la medicina estetica volta pagina e comincia a dedicarsi alle cure di bellezza riservate agli over 65, per la prima volta in netta crescita anche nel Bel Paese. Del resto, in Italia l’età media sta rapidamente crescendo, con un parallelo incremento della domanda destinata alle cure di bellezza e ai trattamenti appositamente dedicati a coloro che sono più avanti con gli anni. Un recente test portato avanti su alcune signore la cui età era compresa fra i 65 e i 103 anni ha messo in evidenza come i trattamenti per il viso e per il corpo siano in grado di conquistare velocemente i favori di coloro che li approcciano, migliorandone sia l’aspetto fisico che l’umore. Lo studio è stato effettuato presso la casa di riposo Villa Sorriso situata a Marano sul Panaro, comune in provincia di Modena: qui, un’equipe di medici appartenenti alla Società italiana di medicina estetica ha chiesto di sottoporre un campione composto da 25 donne ricoverate nel centro ad una prova che prevedesse l’applicazione di alcuni oli e creme per il viso, da applicare due volte al giorno, sia al mattino che alla sera prima di coricarsi. Malgrado alcune di queste signore abbiano dimenticato di applicare le creme, qualcun’altra avesse bisogno del supporto delle infermiere di turno e altre ancora si fossero mostrate addirittura restie, i risultati finali del test hanno messo in evidenza come un solo mese di trattamento sia stato in grado di rendere la loro pelle molto più idratata, luminosa e levigata rispetto al passato. Senza dimenticare gli effetti psicologici derivati da una ritrovata bellezza: le signore si sentivano più allegre e le infermiere del centro hanno testimoniato a favore di un evidente miglioramento dell’umore delle 25 residenti che hanno accettato di sottoporsi al test.

La sperimentazione effettuata dai medici della SIME è stata presentata al pubblico in occasione del 38esimo congresso della Società italiana di medicina estetica tenutosi poche settimane or sono a Roma. Il congresso per la prima volta ha visto la presenza di numerose sezioni dedicate agli anziani e alle cure destinate loro. Se durante gli scorsi anni i medici specializzati nei trattamenti estetici dibattevano soprattutto circa le cure dedicate alle giovani ragazze alle prese con la lotta contro gli inestetismi più diffusi, quali cellulite ed acne, oppure circa i trattamenti più idonei per le neo-mamme provate dalla gravidanza, ora sono impegnati a discutere di cure destinate ai più anziani. Uno dei risultati di questo repentino cambio di rotta è evidente persino nella locandina ufficiale dell’ultimo congresso, che per la prima volta non riporta immagini di belle e giovani ragazze, ma il volto corrugato di un’anziana donna, sormontato dal titolo “New age of well-being”. In nome di questo cambio di rotta, stanno mutando tutte le tecniche di ringiovanimento più note, che hanno segnato lo sviluppo dei trattamenti anti-age e anti-inestetismi che negli ultimi anni hanno dominato la scena.

Insomma, il cambio di rotta sarebbe da ricondursi anche e soprattutto all’aumento delle donne a degli uomini che hanno superato i 65 anni, ma che non hanno minimamente rinunciato a curare il proprio lato estetico. Al momento dell’apertura del convegno, la strada maestra è stata presentata da Emanuele Bartoletti, presidente della SIME e chirurgo plastico, che ha affermato la necessità di un maggiore spazio concesso ai trattamenti estetici destinati ai pazienti oltre i 65 anni di età, che non solo stanno rapidamente aumentando di numero, ma che dichiarano sempre più l’esigenza di volersi sentire bene e di voler curare il proprio aspetto fisico. Bartoletti ha aggiunto che sarebbe impensabile applicare a questo genere di pazienti le cure normalmente destinate ai quarantenni, ma che quest’aumento della domanda deve aprire un nuovo corso di sperimentazioni appositamente dedicate alle esigenze di un pubblico in rapido aumento.

A partire dai 65 anni avvengono notevoli mutamenti del regime ormonale e metabolico, che collimano con l’avvento di alcune patologie croniche. La struttura del volto tende a modificarsi e parallelamente devono mutare anche le tecniche dedicate al ringiovanimento. Lo strato corneo dell’epidermide diviene sempre più spesso e la giunzione tra epidermide e derma comincia ad appiattirsi, pertanto anche i fillers devono essere iniettati in maniera diversa rispetto a quanto fatto con un volto più giovane. La pelle tende a rilassarsi ed alcune strutture ossee a perdere volume: da questi dati di fatto devono nascere nuove risposte, orientate a far leva sulla sperimentazione di macchinari e tecniche innovative che servano a rassodare la pelle e a rafforzare la struttura ossea. Bartoletti ha posto l’accento su alcune diete e specifiche terapie ormonali per i più anziani, che osservando un regime dietetico differente e più adatto a loro potranno ritrovare la forma e dedicarsi persino alle attività fisica preferite. Insomma, se l’Italia invecchia, i medici che si occupano di trattamenti estetici sono costretti a cambiare i loro obiettivi e a virare verso un nuovo tipo di offerta, appositamente dedicata a tutti coloro che combattono quotidianamente la loro personale lotta contro i danni provocati dal tempo.